Fa il mestiere più bello del mondo. Ma, soprattutto, ciò che è più importante, ha realizzato un sogno. Ragazzi, prendete esempio da lui: Luigi sognava di fare il calciatore, ma quando ha scoperto i giornali e la scrittura non li ha lasciati più.

E quando è diventato un giornalista sportivo, riuscendo così ad unire le sue grandi passioni, il calcio e il giornalismo, il cerchio si è ‘chiuso’ .

Luigi è Luigi Garlando, lo conoscete, vero? Ci ha ‘regalato’ la serie delle Cipolline e libri meravigliosi come ‘Per questo mi chiamo Giovanni’, uno dei libri più letti nelle scuole italiane.

Ma per Luigi non è stato tutto facile, perché ha capito che non bastava la passione, ma che avrebbe dovuto studiare, leggere molti libri, cogliere le occasioni che gli si presentavano, senza aspettare. Insomma, una bella lezione di vita. In questo libro, di 11 capitoli come i giocatori di una squadra di calcio, Luigi ci racconta come ha fatto a diventare il grande giornalista sportivo che è, a partire da quando appallottolava i quotidiani per giocarci a calcio fino alle partite della Nazionale di cui scrive oggi. E, tra i tanti aneddoti, fanno capolino alcuni preziosi trucchi del mestiere come sapere come dare il titolo giusto ad un articolo e quale è la prima domanda da rivolgere ad un intervistato.

Grazie Luigi perché insegni tutto questo ai ragazzi, passando la palla come in un assist per aiutarli a fare gol. Perché non è obbligatorio essere tutti campioni ma tutti devono avere una chance per realizzare i propri sogni.

Luigi Garlando

Rizzoli, 2018

180 pagg.

15 Euro

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